Ieri sono andato ad una festa, una mia amica inaugurava casa e chiaramente ha incaricato me di occuparmi della parte dell’impiantistica audio! Tanto per non cambiare; mai nessuno che mi chiedesse se gli possa fare dei biscotti.
Comunque era una vita che non praticavo un po’ di vita sociale di conseguenza anche se non mi sentissi in forma al cento per cento (a livello d’umore) sono andato.
Il party, no non avevamo Martini e non c’era nemmeno George, è stato bello con un po’ di difficoltà iniziale a causa della compresenza di variegati gruppi di persone che non si conoscevano.
Ed io in cucina!
Precisiamo, non che mi abbiano rinchiuso di là, modello Cenerentolo contemporaneo, solo che mi piace leggere le situazioni ed adattarmi o rendermi utile come posso. Dicevamo della compresenza di gruppi variegati di persone, quindi piuttosto che sottrarre alle padrone di casa la possibilità di fare da “collante” causa badare la cucina mi metto in modalità “operativa” e le sollevo da simile incarico; anche perchè non credo che fare dei crostini comporti abilià al di fuori della comune portata umana.
C’è anche un altro motivo per cui mi piace stare nella parte operativa di una festa piuttosto che in quella relax. Anzi forse più d’uno:
- mi piace vedere la gente che si diverte e si rilassa
- mi piace osservare, soprattutto quando non conosco, come si “muovono” le persone
- nella parte operativa il dialogo tra le persone è maggiore e pur essendo timido mi piace parlare, dialogare con le persone.
- varie ed eventuali.
In più possono capitarti cose assolutamente impreviste.
La situazione più bella in assoluto è stata con il coinquilino del ragazzo che faceva il Dj. Lui, gay, anzi gaiissimo, con il suo “amico”, non ne sono sicuro ma lasciamo correre, e la loro coinquilina (del Dj e del gay) di Instambul. Tutti i cucina a sparare su questo e quello, quando avvolta in una maschera da maschera (?) veneziana arriva la padrona di casa che esordisce con:
“Eh, ma non balla nessuno…”
e il tipo lesto come una saetta risponde:
“Non siamo mica ad una festa gay, gioa…”
Beh, magari non fa ridere ora, ma vi posso assicurare che io ero attorcolato* su me stesso…
Mi hanno anche preso per uno della loro sponda secondo me, ma tanto ormai ci sono abituato e vorrei qui ribadirlo:”non sono gay e mi piace la gnocca**”. Resta il fatto che in alcuni momenti o fasi della mia vita discorrere con loro ha avuto un grandissimo effetto su di me, nel senso dell’avere quel tocco di leggerezza e di gaiezza, appunto, che spesso né uomini né donne hanno.
Comunque la festa scorre e trascorre, si finisce per dare una riassettata di massima ed in conclusione per i lavoratori una padellata di Wrustel intrisi di maionese, senape, ketchup e qualsiasi altra schifezza vi venga in mente.
Ok si sono fatte le 5 e si abbandona il tutto. I giornalai già aspettano le consegne, i profumi dei pani intasano le vie e casa….
Ps. solo una piccola domanda: qual’è il vostro ruolo alle feste?
*Attorcolare: nella lingua dei contadini dicesi di pianta che cresce ritorta su un’altra o su un supporto; generalmente della pianta della vigna; fig ridere a crepapelle.
** per i non bolognofili l’organo sessuale femmile e, per estensione, ragazza. Tutto questo senza mai arrivare a considerare il suddetto genere femminile come “… un buco con una donna attorno”. Ringrazio la Fè per la cita-definizione