… I nostri concittadini, al riguardo, erano degli umanisti: non credevano ai flagelli. Il flagellon non è commisurato all’uomo, ci si quindi che il flagello è irreale, è un brutto sogno che passerà. Ma non sempre passa, e di cattivo sogno in cattivo sogno sono gli uomini che passano, e gli umanisti, in primo luogo, in quanto non hanno preso precauzioni. I nostri concittadini non erano più colpevoli d’altri, dimenticavano di essere modesti, ecco tutto, e pensavano che tutto era ancora possibile per loro, il che supponeva impossibili i flagelli. Continuavano a concludere affari e a preparare viaggi, avevano delle opinioni. Come avrebbero pensato alla peste, che sopprime il futuro, i mutamenti di luogo e le discussioni? Essi si credevano liberi, e nessuno sarà mai libero sino a tanto che ci saranno i flagelli.
La Peste, Albert Camus
Leggendo tale frammento come non pensare alla nostra odierna situazione politica e culturale?
Quand’è che metteremo in atto il nostro cordone sanitario e le nostre misure di profilassi?



3 Commenti
Luglio 14, 2008 alle 12:15 pm
mi deprimo, Bro.
Luglio 14, 2008 alle 9:06 pm
Passerà, passerà.
Luglio 26, 2008 alle 10:22 pm
vedo che la lettura è stata spunto notevole… nonchè un tantino deprimente. Ma perchè poi imputare Camus, se è la situazione quella che causa risvegli schifati sin dai tg di prima mattina…
Qui finito il libercolo latino(americano), ho ripreso in mano la Morante e gioisco, con moderazione.