Luglio 14, 2008...12:06 pm

Quella peste di Berlusconi

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… I nostri concittadini, al riguardo, erano degli umanisti: non credevano ai flagelli. Il flagellon non è commisurato all’uomo, ci si quindi che il flagello è irreale, è un brutto sogno che passerà. Ma non sempre passa, e di cattivo sogno in cattivo sogno sono gli uomini che passano, e gli umanisti, in primo luogo, in quanto non hanno preso precauzioni. I nostri concittadini non erano più colpevoli d’altri, dimenticavano di essere modesti, ecco tutto, e pensavano che tutto era ancora possibile per loro, il che supponeva impossibili i flagelli. Continuavano a concludere affari e a preparare viaggi, avevano delle opinioni. Come avrebbero pensato alla peste, che sopprime il futuro, i mutamenti di luogo e le discussioni? Essi si credevano liberi, e nessuno sarà mai libero sino a tanto che ci saranno i flagelli.

La Peste, Albert Camus

Leggendo tale frammento come non pensare alla nostra odierna situazione politica e culturale?

Quand’è che metteremo in atto il nostro cordone sanitario e le nostre misure di profilassi?

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