Agosto 8, 2007...9:42 pm

In questa ferma sera d’estate

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mentre milioni d’italiani in vacanza, io sono qui, di pronte ad un pc.

Quest’anno niente vacanza, eccezion fatta per il classico paio d’amici che verranno a trovarmi per classico paio di giorni, solo studio. E che studio!

Preparare in questo periodo un esame di Storia della Musica, con programma sull’800 ed il ‘900, non è il massimo. Ma c’e’ anche molto di peggio: il caldo.

E’ infatti per tarpare le ali a lui ed al rumore del pc, il cui ronzio, nella calura estiva è fastidioso come uno sciame di zanzare, ho infilato un cd; dal quale al momento si stanno spandendo nell’aria le introduttive note* del balleto “Romeo e Giulietta” di Prokofiev; così che, al primo alito di vento che rapprende le minuscole perle che costeggiano la mia pelle, posso immaginarmi nelle steppe russe o nella cupa e nebbiosa Verona; o forse fonderle insieme.

Creando così un nella mia mente un mélange di sensazioni alquanto stranianti; per trovare a sentirsi come… se dovesse partire l’adagio del Gayaneh di Khachaturian; brano che ha il grande pregio di sospendere qualsiasi sensazione di tempo e spazio, per permettere a chi ha il privilegio di prestargli attenzione d’immegersi in una quiete amniotica; dalla quale solo il silenzio, assumendo il tono di un muto boato, permette di risvegliarsi.

Che cosa ci si inventa per uscire da una calda notte d’estate.

* per la cronaca, è la musica di sottofondo che mettono sempre nei servizi delle iene. Si ringrazia Ari per la segnalazione

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